Regole per un sopracciglio perfetto

L’operazione più comune che si compie quando si trucca un volto femminile, è il modellamento sopraccigliare attraverso l’utilizzo di pinzette e matita. Truccare un sopracciglio, diradato o no, è una delle fasi più importanti da svolgere su un viso al fine di migliorarne l’aspetto. Con il passaggio di un’opportuna matita tra un pelo e l’altro, si possono riepire eventuali diradamenti donando un evidente guadagno in termini di “ricchezza” e “profondità” dello sguardo.

Il meccanismo funziona bene anche e soprattutto quando ci sono peli che riescono a occultare l’intervento riempitivo. Ovvia- mente bisogna fare attenzione a sollecitazioni esterne che possono far scivolare via la pasta grassa del cosmetico. Un prurito improvviso, un bagno in piscina o semplicemente una giornata troppo afosa, rischiano di far svanire l’illusione della “perfezione”. Poco male quando a farne le spese è una perfezione non raggiunta… peggio quando l’intervento cosmetico sostituisce totalmente l’inesistente sopracciglio! Nell’articolo parliamo di come rafforzare un sopracciglio esis tenda a spanne, infatti Evelin ha solo 20 anni. Una semplice sfumatura riempitiva dall’esterno verso l’interno, con una matita di colore affine a quello dei suoi peli, può bastare per ridefinirne la coda in coma, ma la soluzione, perquanto efficace, è effimera e valida solo per un giorno! Un intervento più duraturo per code sopraccigliari spelacchiate, esiste e tramite una tecnica specifica di trucco permanente (shading), è semplice rievocare l’effetto di una matita da trucco messa solo per riempire piccoli vuoti. In figura 2 Evelin appare dopo il tatuaggio visagistico.

Da notare come il pigmento sia più scuro della tonalità scelta. Questo è dovuto all’ossidazione del pigmento miscelato con il sangue. Dopo circa 30 giorni le sopracciglia schiariranno, permettendo a Evelin di riprendere le sue attività sportive. Nell’azione tatuatoria, in genere, esistono 5 sistemi, utilizzabili singolarmente o in combinazione, per sfumare una miscela di pigmenti sotto pelle: diluizione, pressione, velocità, pulsazione e punti di penetrazione. La diluizione è il sistema di sfumatura fondamentale nel tatuaggio artistico. Consiste nell’aumentare a piacimento la percen-tuale dell’eccipiente a discapito del pigmento. Ciò comporta, a parità di pressione, velocità, pulsazioni e punti di penetrazione, un effetto di maggiore trasparenza. Quando un ago penetra nella pelle attraverso una forte pressione trascina nel derma maggior quantità di pigmento. Analizzando una singola penetrazione, a cute cicatrizzata, la colonna di pigmenti più alta produrrà un punto più scuro di una più corta, che sarà più trasparente. Per velocità si intende, invece, il tempo che impiega la mano (con il dermografo in pugno] a percorrere una data distanza. Tracciando una linea a velocità costante, a parità di pressione, avremo una linea omogenea che se tracciata con una determinata accelerazione, mostrerebbe un degradamento del colore proporzionale alla velocità raggiunta, creando una linea sfumata. Le pulsazioni indicano un parametro legato alle caratteristiche tecniche dell’attrezzatura utilizzata e al moto che compie la punta dell’ago per andare giù e tornare su, al punto di partenza. Maggiori sono le oscillazioni che compie l’ago in un minuto, più alto è il potere scrivente del nostro dermografo. A parità di pressione, e velocità, una pulsazione superiore produrrà una linea più intensa. I punti di penetrazione indicano il numero di aghi utilizzato per com-piere l’azione tatuatoria. Maggiore è il numero di aghi, minore l’effetto coprente. Questo perché il potenziale di penetrazione è inversamente proporzionale alla superficie di contatto [F = peso/superficie]. Sembra difficile a spiegarlo ma, in realtà, è lo stesso principio che usano gli alpinisti quando utilizzano delle racchette, montandole sugli scarponi, per non affondare nella neve fresca. Aumentando l’area di contatto non affondano. Indossassero dei tacchi a spillo non farebbero molta strada!