CHIRUGIA ESTETICA

 

RADIOFREQUENZA ALUMA: ADDIO ZAMPE DI GALLINA!

 Spiana le rughe superficiali e profonde. elimina le grinze della pelle donandole tono e spessore. È dolce e sicura. È la radiofrequenza di Aluma!

La radiofrequenza è il futuro del ringiovanimento dolce e non chirurgico. Agisce sulla tonicità della pelle perché la nutre dall’interno, “risvegliando” il collagene e regalando effetti sorprendenti e a lungo termine, in modo semplice e clinicamente testato. In più, il particolare sistema FACES di Aluma è talmente preciso da poter essere applicato anche sulle zone più delicate del viso, come il contorno occhi. Ed ecco la fine reale di grinze e rilassamenti!

COME AGISCE SULLE FIBRE

La radiofrequenza con sistema FACES impiegata da Aluma si trova nei centri estetici Golden Light ed è una metodica ben nota e impiegata in dermatologia in grado di ridurre la lassità della cute e rimodellare il derma.

La straordinaria facoltà dell’apparecchiatura a radiofrequenza è data dal calore che riesce a produrre in modo controllato e pilotato all’interno del derma. Questo calore che si sprigiona nei tessuti provoca una contrazione delle fibre collagene residue nella pelle, con immediato leggero effetto tensore. Per capire l’importanza delle fibre collagene, possiamo immaginare le cellule della pelle come una sorta di muro di mattoni. Le sostanze intercellulari (tra cui appunto le fibre collagene) sono come la malta, che distanzia e sostiene i mattoni-cellule. Con l’età la pelle viene lentamente privata del prezioso collagene e i fibroblasti non ne producono più. L’effetto più entusiasmante di Aluma si evidenzia nel tempo, completando il ciclo di sei-otto sedute; si innesca un vero processo di riparazione dei tessuti e i nostri “mattoncini” vedono ricomparire nuova “malta”: è l’effetto della rinnovata attività dei fibroblasti che sintetizzano neo collagene.

LA SEDUTA DI ALUMA

Il trattamento con il sistema di radiofrequenza bipolare Aluma viene eseguito in tutta sicurezza nei centri estetici affiliati a Golden Light, dove operatori specializzati fanno scorrere il manipolo del Sistema sulle zone problematiche.

Dopo il trattamento è possibile riprendere immediatamente le normali attività quotidiane o anche sottoporsi ad altri trattamenti estetici, perché la seduta non lascia ecchimosi, né provoca dolore, né costringe ad un periodo di riposo o medicazioni.

Dopo il ciclo di sedute previste, in genere quattro per la zona-occhi, saranno davvero visibili un netto miglioramento del tono della pelle, e una nuova compattezza della trama. La riduzione della lassità cutanea provocherà una forte riduzione delle pieghe superficiali e profonde, tanto da essere stata paragonata ad una sorta di lifting non chirurgico, senza dolore e sequele post operatorie.

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Mastoplastica additiva

SENO: LO VOGLIO GIOVANE E SODO!

Prendersi cura del proprio seno è tornare a piacere e a piacersi. Che sia piccolo, cadente o svuotato, ecco le soluzioni ad hoc che la chirurgia oggi è in grado di offrire. Per un seno a prova…d’amante!

Lo sogniamo alto, generoso, sodo, ben tornito…è il seno ideale, che poche affermerebbero con sicurezza di possedere…

Ma a realtà –che ben conosciamo- è diversa e, dispiace constatarlo, il seno è tra le prime partidel corpo a risentire del rilassamento. E non a caso, dato che il complesso mammario è sostenuto solo in parte dai muscoli pettorali ma per lo più unicamente dal rivestimento cutaneo che fa parte della fascia anteriore del torace.

Un seno rilassato (ptosico) risulta come se avesse perduto parte del suo contenuto, presentandosi nei casi più estremi eccessivamente “svuotato” e cadente. La ptosi mammaria può interessare la cute oi tessuti mammari interni (ghiandola e grasso) oppureentrambe le strutture.

…SE SI DESIDERA SOPRATTUTTO INGRANDIRLO

Se il rilassamento del seno è moderato, è possibile ricorrere al semplice inserimento della protesi. Infatti, grazie alla forma e al riempimento conferito dall’impianto, il seno acquisterà non solo una forma più gradevole, ma anche un moderato rassodamento. La protesi al seno offrirà un effetto di maggiore sostegno ai tessuti interni e colmerà i vuoti di volume in modo personalizzato, a seconda del tipo di impianto adottato. Nel caso invece di una ptosi più marcata, si dovrà invece optare per la mastopessi.

…SE IL SENO È MOLTO CADENTE

Con un forte dimagrimento (ma spesso anche per l’effetto del tempo e della forza di gravità) le strutture del seno cedono gradualmente. Il seno è decisamente proiettato verso il basso, e i capezzoli si trovano ben al di sotto del solco sottomammario. “In questi casi – suggerisce il dottor Pallaoro - l’intervento più adatto è il lifting mammario, o mastopessi, che risolleva il seno e lo rassoda mantenendone però le dimensioni”. La mastopessi ripristina il giusto profilo con un rassodamento di lunga durata. I risultati del lifting del seno sono evidenti anche quando la paziente si veste

…SE È CADENTE E SVUOTATO

Altro è il caso della paziente che presenta un seno visibilmente ceduto e svuotato, soprattutto nella parte superiore. In genere questo accade con un dimagrimento rapido o dopo un allattamento prolungato: la cute è sottile e ceduta e il seno stesso ha subito una perdita di sostanza. “L’intervento di semplice mastopessi solleverebbe il seno, ma a scapito della dimensione, chiaramente molto ridotta – espone il chirurgo- L’ideale quindi è l’inserimento delle protesi più adatte nel contesto di un intervento di lifting”. In questo modo, nel corso dello stesso intervento, si otterrà un seno più florido e anche la famigerata “prova della matita” sarà positiva!

L’INSERIMENTO DELLE PROTESI MAMMARIE

La mastoplastica additiva, ovvero l’intervento che va ad aumentare il volume del seno, presenta come abbiamo già accennato l’effetto collaterale di un lifting mammario. L’inserimento delle protesi mammarie avviene in anestesia locale accompagnata da sedazione, attraverso incisioni minime, sia dal punto di vista dello spessore che delle dimensioni. “La tecnica più attuale è l’inserimento della protesi per via areolare, cioè incidendo lungo il margine inferiore dell’areola – chiarisce il dottor Pallaoro– in tal modo l’unica cicatrice sarà sottile e trascurabile, a differenza delle vecchie procedure che lasciavano la tipica cicatrice sotto l’ascella o nel solco mammario. La scelta della protesi più adatta, inoltre, viene valutata tenendo conto dei particolari tessuti della paziente; a seconda del grado di ptosi, la protesi può essere inserita in sede retromuscolare o parzialmente retromuscolare, contribuendo così a restituire al seno una naturale plasticità”.

IL LIFTING MAMMARIO, LA MASTOPESSI

L’intervento di mastopessi – anch’esso realizzato in anestesia locale accompagnata da sedazione – viene accuratamente programmato in base al grado di rilassamento muscolo-cutaneo. La tecnica prevede il risollevamento del complesso areola-capezzolo-ghiandola, l’asportazione della cute in eccesso e il riposizionamento dell’areola in sede ideale. La tradizionale mastopessi lascia una sottilissima cicatrice a forma di T rovesciata (una verticale che dall’areola arriva al solco sottomammario, una orizzontale lungo il solco sottomammario). “Con la mastopessi – afferma il dottor Pallaoro - il seno è rimodellato nel profilo, nella proiezione e nella consistenza. I risultati sono davvero duraturi negli anni grazie al rimodellamento profondo”.

COME ORIENTARSI

Il ricorso alle protesi mammarie piuttosto che all’intervento di lifting o la combinazione delle due metodiche è frutto della sintesi di fattori valutati dal chirurgo nel corso della visita preliminare. Così commenta il dottor Carlo Alberto Pallaoro, specialista in chirurgia plastica a Padova “Il chirurgo può lavorare solo con quello che gli porta la paziente: i suoi tessuti e le sue aspettative”. L’individuazione della tecnica di risollevamento mammario più adatta è principalmente influenzata dalla valutazione del grado di ptosi e dal volume della massa mammaria, poi starà alla capacità ed esperienza dello specialista guidare la paziente alla scelta ideale.

 

Micro chirurgia estetica

CICATRICI? OGGI SI “RIPARANO” CON LA CHIRURGIA A MOSAICO

Mosaic Surgery. Il nome lascia intendere la precisione della rivoluzionaria tecnica che fisicamente rimuove e sostituisce la cute danneggiata. Un “tassello” alla volta, viene rimossa la cicatrice e la pelle può finalmente tornare al suo splendore.

SEGNO SULLA PELLE, SFREGIO PSICOLOGICO!

Accade talvolta che la persona viva la cicatrice come una sorta di stimmate fisica e psicologica, che può anche spingere all’isolamento e alla difficoltà di relazione. Dallo studio del derma e degli esiti cicatriziali, il dottor Carlo Alberto Pallaoro, noto specialista in chirurgia plastica operante a Padova, ha messo a punto uno strumento, il Trilix, in grado di rimuovere progressivamente porzioni di tessuto dermico danneggiato e di sostituirli con tessere di derma sano dalle medesime dimensioni e caratteristiche. La tecnica, come indica il suo nome, evoca il lavoro certosino di un artista di mosaico, quindi la pelle viene concepita “come un insieme di micro tessere cutanee. Con la Mosaic Surgery – spiega il suo ideatore, il dottor Pallaoro – si rimuovono solamente le porzioni danneggiate, che vengono letteralmente sostituite con piccole tessere identiche di tessuto sano”.

LA MOSAIC SURGERY

L’intervento di Mosaic Surgery viene ripartito in più sedute, cadenzate per dare modo alla pelle di assestarsi, e si realizza in semplice anestesia locale.Ciascuna seduta dura mediamente 20-30 minuti ciascuna e si differenzia dagli altri trattamenti finora applicati perché non si limita a trattare l’esito cicatriziale ma lo sostituisce completamente con tessuto donatore. La terapia micro-chirurgica è minimamente invasiva e rappresenta ad ora l’unica soluzione in grado di ripristinare una pelle sana in luogo di quella danneggiata. Rispetto alle altre tecniche finora impiegate in caso di cicatrici post-acneiche (come la dermoabrasione, il peeling o il riempimento infiltrativo), la chirurgia a mosaico non si orienta a migliorare la qualità estetica dell’inestetismo (cicatrice) ma punta alla vera e propria rimozione.

CHI SÌ E CHI NO

L’acne mosaic surgery può essere applicata su tutte le cicatrici causate dall’acne, anche le più profonde, oppure su altri esiti cicatriziali lineari, come ad esempio derivanti da chirurgia. Il trattamento consente risultati ottimali su tutti i tipi di pelle anche se deve essere preceduto da un check up cutaneo per accertarne l’idoneità. In un solo frangente la chirurgia a mosaico si rivela inutile e quindi sconsigliata: quando la cute ha tendenza a cicatrizzazione ipertrofica/cheloidea. In questo intervenendo con la micro-chirurgia si produrranno ugualmente cicatrici poiché la pelle per sua natura ha queste caratteristiche di cicatrizzazione. Per il resto non esistono altre controindicazioni e la terapia può essere diretta anche a cicatrici di vecchia data o causate da traumi.

 

Rinoplastica

NASO SU MISURA: ECCO LA RINOPLASTICA DI ULTIMA GENERAZIONE

 Uomo o donna? Carattere deciso o affabile? Volto dolce o volitivo? Corporatura esile o robusta? Tessuti spessi o sottili? Sono queste solo alcune delle valutazioni che il chirurgo svolge nel corso della visita preliminare per lo studio della rinoplastica di nuova concezione.

È l’indagine a 360° sulla persona fisica e caratteriale che guida la scelta del tipo di intervento, che diventa quasi una commistione tra gusto e scienza, una sorta di creazione scultorea. Così lo specialista padovano in chirurgia plastica, il dottor Carlo Alberto Pallaoro, definisce la rinoplastica, la procedura chirurgica in grado di rimodellare il profilo riportando un’armonia non standardizzata, ma esclusiva, creata esattamente per ciascuno.

LA PIRAMIDE NASALE

Il naso è sostenuto da una struttura osseo cartilaginea (setto nasale, cartilagini alari e cartilagini triangolari) rivestita da tessuti molli (cute, sottocute e mucosa). L’insieme di tali componenti forma l’architettura del naso e determina la sua forma estetica.

Quando si programma una rinoplastica, il chirurgo stabilisce dove andrà ad intervenire, anche solo su una singola porzione del naso.

“È possibile intervenire per correggere la lunghezza del naso, la curva del dorso, cioè il cosiddetto gibbo, l’ampiezza e la forma delle narici o della columella ed è possibile modificarne la punta, correggendone dimensione e proiezione. La rinoplastica risolve inoltre eventuali problemi legati alla respirazione, se questi sono dovuti ad un problema di deviazione del setto”. Per ciascuna singola dismorfia, assicura il dottor Pallaoro, viene studiata la procedura adeguata.

ZERO CICATRICI VISIBILI

La rinoplastica di nuova generazione viene realizzata nell’arco di un’ora e non necessita di ricovero ospedaliero, ma una permanenza nella struttura di circa 6 ore. Tutto ciò grazie alla particolare procedura anestesiologica, chiarisce il dottor Pallaoro: “che consente un intervento in regime di day hospital, e alle particolari tecniche chirurgiche adattate alle specifiche esigenze e alla fisionomia del paziente, senza necessità di un intervento “a cielo aperto” (che lascerebbe inevitabilmente cicatrici visibili) ma intervenendo esclusivamente dall’interno delle narici, in modo da non lasciare alcun segno visibile della chirurgia”.

ECCO L’INTERVENTO

L’atto chirurgico inizia dopo la somministrazione endovenosa di un sedativo e successivamente dell’anestesia in loco. “Con le infiltrazioni di anestetico – spiega il chirurgo – viene infiltrato anche un farmaco vasocostrittore, in modo da ridurre al minimo il sanguinamento nel corso dell’intervento”. Successivamente è possibile procedere alla correzione da eseguire, asportando e rimodellando la zona. L’intervento si conclude con le suture interne e l’applicazione di una specifica mascherina/tutore che favorisce la corretta guarigione.

Essendo la parte molto irrorata da piccoli vasi sanguigni, bisognerà pazientare per apprezzare la forma definitiva del naso, ma già in capo ad un paio di settimane il gonfiore sarà notevolmente ridotto e non si noterà più l’intervento del chirurgo, ma solo una nuova armonia nel viso. Le normali attività potranno essere gradualmente riprese dopo 12 giorni, facendo attenzione a non compiere movimenti bruschi o sforzi eccessivi.

 

Liposuzione

GAMBE SCOLPITE: CON LA LIPOSUZIONE TUMESCENTE

Più precisa della liposuzione tradizionale, più efficace e più sicura. È la liposuzione tumescente, che rimodella profondamente in una sola giornata. Per gambe scolpite che tendono all’infinito!

La gambe sono un importante punto di seduzione, e se sono grosse, appesantite e poco toniche, a soffrirne è l’intera silhouette. Se ieri la liposuzione classica era l’unica soluzione ai cuscinetti recidivi a diete e palestra, oggi si possono scolpire con precisione e sicurezza anche i punti più delicati. Con la consulenza del dottor Carlo Alberto Pallaoro, specialista in chirurgia plastica a Padova, vediamo la più innovativa metodica di liposuzione per gambe seducenti.

LA LIPOSUZIONE ANTI-CUSCINETTI

Prima di affrontare direttamente la questione tecnica e chirurgica, è bene chiarire alcune cose della liposuzione: “In primis: non è un modo per dimagrire – esordisce il dottor Pallaoro - dobbiamo sottolineare che la liposuzione è la soluzione ideale per ritoccare e cancellare le imperfezioni dovute ad accumuli adiposi recidivi. Quando il sovrappeso è eccessivo, la liposuzione è solamente una parte di un programma più ampio e a lungo termine”. Insomma: liposuzione ok, a patto che sia solamente uno dei passi da fare insieme a regolare attività fisica e disciplina alimentare. Ma la liposuzione non è un intervento definitivo? “Da un certo punto di vista sì – chiarisce il chirurgo – cioè vengono aspirate completamente alcune parti del pannicolo adiposo. E quando una cellula di grasso viene asportata, non si riforma più. Ma quelle rimanenti potranno comunque aumentare molto di volume, fino a rendere vano l’effetto della liposuzione. E poi il rischio è anche un altro: se il volume di grasso da aspirare è ingente, il rischio è che la pelle, al termine dell’intervento, risulti quasi in eccesso, troppo rilassata e incapace di riadattarsi al corpo. Questo rende necessari altri interventi chirurgo-estetici per rassodare i tessuti”. Ecco quindi la premessa necessaria: i tessuti dovranno essere adeguatamente elastici e il paziente dovrà impegnarsi con uno stile di vita corretto.

LA PROCEDURA dida LIPOSUZIONE GAMBE GRAFICO

Dopo l’anestesia, il chirurgo inserisce la cannula nel pannicolo adiposo attraverso una piccola incisione (v. secondo fotogramma del grafico). La cannula, collegata ad un aspiratore, viene condotta dal chirurgo avanti e indietro, con energici movimenti a raggiera, mantenendola sempre nello strato di grasso sopra i muscoli. La punta della cannula è smussata e, pur frantumando le cellule di grasso, non intacca gli altri tessuti.Terminata la fase di aspirazione (1 ora circa), le incisioni vengono suturate e la parte trattata viene fasciata accuratamente con un bendaggio compressivo (v. fotogramma C del grafico). Questa fase è determinante quanto le altre per la riuscita ottimale dell’intervento. Le guaine applicate contengono le perdite, riducono il gonfiore e sono essenziali perché la pelle si riadatti ai volumi. Una certa porzione dei liquidi infiltrati resta ancora nei tessuti con effetto analgesico. Gli ematomi, conseguenza normale (anche se limitata dal particolare bendaggio), vengono riassorbiti in 3 settimane circa e i tessuti si normalizzeranno progressivamente. “Grazie alla procedura tumescente, già al termine dell’intervento il paziente potrà camminare, scongiurando il pericolo di tromboembolie” sottolinea il chirurgo.

MAGRA O SCOLPITA? BELLA DIFFERENZA!

La liposuzione non è una alternativa alla dieta, né il suo fine è quello di far perdere peso. Chi si affida a questo tipo di intervento vuole rimodellare il proprio corpo eliminando i ristagni di adipe che alterano l’armonia e le proporzioni delle curve. Dopo un intervento di liposuzione, infatti, la paziente non nota una grande perdita di peso, quanto piuttosto un armonioso rimodellamento dei profili del corpo. Nel corso dell’intervento chirurgico, la quantità di adipe asportato varia a seconda della corporatura, della salute del soggetto e del tipo di intervento: tutte variabili, queste, che vengono profondamente valutate dal chirurgo nella visita pre-operatoria. Non si tratta di una soluzione drastica, ma di un intervento che, se eseguito correttamente, presenta pochi rischi e una convalescenza dolce e non fastidiosa.

EASY PAY

LA CHIRURGIA ESTETICA FINANZIATA

Se il costo della chirurgia estetica spaventa, ma si è comunque decisi a fare l’intervento desiderato, occhio allo specialista che si sceglie. La caccia al risparmio non è sempre un’opzione felice, soprattutto se a farci le spese è la salute. Infatti gli interventi chirurgici non possono prescindere da una scrupolosa osservanza delle norme igieniche e sanitarie, la scelta dei migliori materiali sul mercato e il continuo aggiornamento delle più affinate strumentazioni e tecniche chirurgiche.

Piuttosto che incorrere in spiacevoli conseguenze, meglio scegliere piuttosto un piano di finanziamento agevolato. Per una liposuzione dei fianchi e delle cosce e glutei, ad esempio, è normale una spesa di circa 2.500€ che, grazie all’iniziativa Easy Pay possono essere rimborsati in 30 comode rate mensili da 100,90€. Tutti i dettagli del piano Easy Pay nel sito www.pallaoro.it.

 

Otoplastica

OGGI LE ORECCHIE SI CORREGGONO COL LASER!

 Le orecchie a sventola attirano scherzi e battute: difficile sfoggiare con noncuranza questo particolare. La correzione chirurgica è semplice, permanente e sicura. E oggi è ancora più rapida…grazie al laser!

Niente più ricovero, tempi rapidi e stress chirurgico ridotto al minimo per l’intervento che dice addio alle orecchie a sventola! Gli specialisti del Medica Laser di Padova, centro di chirurgia plastica d’avanguardia, spiegano come oggi sia possibile realizzare la “vecchia” otoplastica in una versione tutta nuova e confortevole. E il laser manda in pensione il bisturi.

ORECCHIE DA DUMBO!

Non è certo un problema funzionale avere orecchie asimmetriche, grandi, sproporzionate o a sventola! Ma chi le ha così ha sofferto o tutt’ora soffre profondamente per le battute e i nomignoli che fin da piccoli sono costretti a subire. Questo fatto, soprattutto in età evolutiva, può provocare grossi traumi psicologici e incidere negativamente sull’autostima e la percezione di sé.

Ma soffrire in questo caso è davvero inutile e controproducente: la più avanzata tecnica di chirurgia estetica per le orecchie è l’otoplastica laser, che consente un intervento con la minima invasività e risultati entusiasmanti ed estremamente naturali.

L’OTOPLASTICA LASER

L’otoplastica laser, entrano nel dettaglio gli specialisti del Medical Laser, viene praticata in anestesia locale accompagnata da sedazione e non richiede ricovero. L’intervento si avvale del laser CO2 (anidride carbonica) pulsato, uno strumento innovativo che consente di praticare incisioni precisissime e talmente sottili da non lasciare esiti cicatriziali evidenti. Inoltre, tutte le incisioni e le suture vengono praticate nella parte posteriore del padiglione, perciò, a guarigione avvenuta, sarà davvero difficile intuire l’intervento chirurgico. “Per il rimodellamento della cartilagine, sia nella forma che nelle dimensioni – riferiscono al Medical Laser – si incide il solco retroauricolare, asportando eventualmente una sezione di cute, nel caso in cui l’orecchio sia anche troppo grande”. Se é necessaria la ricostruzione dell’antelice, la cartilagine viene suturata con alcuni punti di sutura creando una U, per riprodurre la naturale plicatura. La procedura richiede una ventina di minuti per orecchio e la medicazione consiste nell’applicazione di un cerotto chirurgico e di un bendaggio elastico, utile per comprimere per i primi giorni i padiglioni auricolari.

CONSIGLIATA ANCHE AI BAMBINI

Lo sviluppo fisiologico del padiglione auricolare già alla nascita ha raggiunto circa il 70% della sua lunghezza e il 76% della sua larghezza, continuando a crescere fino all’età di otto anni. Successivamente, tra gli otto e i diciotto anni, cresce di appena pochi millimetri, circa 2,1 nella donna e 7,1 nell’uomo. Quindi, anche intervenendo precocemente, non vi è alcuna incidenza negativa per il normale sviluppo.

PROBLEMA LOBI TAGLIATI

A volte a causa dell’uso continuato di orecchini troppo pesanti o per piccoli incidenti, i fori si fessurano e il lobo si allunga, e generalmente a causa di un trauma, possono tagliarsi a metà. In questi casi, la soluzione chirurgica è l’unico rimedio efficace e discreto. Il chirurgo asporta la cicatrice formata in seguito al taglio e fa combaciare i tessuti sani in modo che possano ricongiungersi e suturarsi. L’unica medicazione nei 5 giorni successivi consiste in un cerottino. Le cicatrici saranno trascurabili dal punto di vista estetico.

PRE POST1

È straordinario l’impatto estetico dato da una correzione come quella ottenuta con l’otoplastica. Il viso del ragazzo ha acquistato un aspetto piacevolmente maturo e l’esito del rimodellamento è estremamente naturale, perché è stata ricreata l’ideale plicatura del padiglione auricolare.

 

 

Addominoplastica

 

BODY LIFTING, SU CON LA PELLE!

 Glutei e addome. Ma anche cosce, braccia e seno. Sono zone delicate e punti critici per la tonicità cutanea. Quando sbalzi di peso, l’età e lo stile di vita provocano un eccessivo rilassamento, l’impressione è quella di indossare la pelle…di una taglia in più! Vietato scoraggiarsi: la soluzione è il body lifting, un unico atto chirurgico per ritrovare in un giorno la tonicità e i profili perduti!

È definito l’organo più esteso del nostro corpo, è ciò che ci separa dall’ambiente esterno e accompagna la crescita del nostro corpo adattandosi come un meraviglioso vestito elastico. È la pelle.

Ma tempo e stili di vita possono intaccarne la compattezza e il turgore. Che fare quindi quando il nostro desiderio di essere smaglianti e toniche si scontra con un tessuto che appare “usurato”, sottolineando anche in maniera precoce il tempo che passa? La soluzione, studiata e comprovata da anni di esperienza, la suggerisce il dottor Carlo Alberto Pallaoro, specialista in chirurgia plastica a Padova: “Conoscono tutti il termine lifting. Generalmente viene utilizzato per indicare il metodo più diffuso e di successo di ringiovanimento del viso, che letteralmente significa sollevamento. E quindi, perché non sfruttare lo stesso principio per donare compattezza e tonicità ad una pelle compromessa dalla ptosi?”.

Quindi risollevare i tessuti è la parola d’ordine, vediamo come questo sia possibile farlo con successo per eliminare i cedimenti…dell’intera figura.

IL RISOLLEVAMENTO DEI TESSUTI: BODYLIFTING

Braccia, seno, addome, cosce, glutei. Per il rassodamento di ciascuna di queste aree viene applicata una specifica tecnica di lifting, migliorata negli anni recenti dall’apporto del laser ad anidride carbonica (CO2) pulsato e da altre innovazioni nelle procedure e strumentazioni chirurgiche. “Ogni intervento – precisa il dottor Pallaoro - viene oggi realizzato in day hospital, beneficiando del grande vantaggio dell’anestesia locale o peridurale (accompagnata da sedazione) e di una particolare procedura (la somministrazione di sostanze vasocostrittrici) che, assieme all’azione fotocoagulante del laser, riduce al minimo il sanguinamento”. Tutti questi accorgimenti rendono più rapido e meno disagevole il processo di guarigione dei tessuti. Tanto che il ritorno al sociale, nella maggior parte dei casi, si riduce ad una settimana o poco più.

 

LA COMBINAZIONE VINCENTE!

In altre parole, il lifting può essere realizzato in più distretti corporei, a seconda del rilassamento presentato. “In genere, la soluzione migliore è sempre il lifting combinato delle zone “critiche”, che viene praticato in un’unica seduta, realizzata in anestesia locale o peridurale accompagnata da sedazione”, precisa il dottor Pallaoro.Più interventi in uno, quindi con il vantaggio pratico di ridurre i tempi post operatori (quelli necessari per la guarigione dei tessuti) e di ritrovarsi immediatamente con una silhouette ben rimodellata, tonica e soda come lo era un tempo.

IL LIFTING DEL CORPO. TUTTE LE ZONE:

Il body lifting è un percorso chirurgico che accorpa singoli interventi per donare la tonicità ideale ad una pelle troppo rilassata in più distretti corporei. Ecco quali sono le zone d’intervento:

Per ciascun distretto corporeo è prevista una specifica procedura chirurgica che lascia cicatrici ridotte o comunque facili da nascondere anche sotto uno slip o un costume da bagno.

Le tecniche chirurgiche possono differire a seconda del problema di ciascuna, ma la combinazione di interventi è studiata sempre in modo da essere efficace con il minimo impegno chirurgico: un solo giorno di chirurgia, senza degenza.

 ADDOME E SENO. Le zone della femminilità

La gravidanza è la principale causa del rilassamento dei tessuti femminili, ma spesso anche uno stile di vita e alimentare scorretto provoca il cedimento della pelle e l’accumulo di indesiderati cuscinetti. Le prime zone ad essere penalizzate sono in genere l’addome e i fianchi, che risentono degli sbalzi di volume. Il seno poi, oltre alle sollecitazioni dell’allattamento, è svantaggiato dalle caratteristiche anatomiche, perché è naturalmente privo di organi di sostegno e la pelle è decisamente sottile e delicata.

Il caso riportato è quello di una giovane donna di 37 anni che, a seguito di due gravidanze, aveva perso la tonicità dei tessuti. “In particolare – osserva il dottor Pallaoro – si può notare come i profili del corpo abbiano perso definizione nonostante la buona struttura fisica di base e il peso nella norma”. Il lifting perciò ha interessato addome e seno, con un risultato davvero sorprendente. “L’obiettivo non è stato il ricercare un cambiamento anatomico, ma semplicemente restituire la dinamicità di un corpo giovane, eliminando lassità e cedimento dei tessuti in un’unica giornata”.

I GLUTEI. Il fondoschiena ideale

Il sollevamento dei glutei è un intervento efficace e di lunga durata, chiamato torsoplastica, ed in genere è associato al lifting dell’addome (addominoplastica) o alla liposuzione delle gambe, in modo da tonificare e slanciare tutta la parte inferiore del corpo.

I risultati del rassodamento dei glutei sono di due tipi: da un lato il modellamento dei profili che rende la zona più armoniosa e proporzionata, dall’altro l’azione di rassodamento a lungo termine dato dal vero e proprio risollevamento della struttura muscolare ceduta.

L’ADDOME. Pancia piatta

Il rassodamento chirurgico avviene attraverso due incisioni lungo l’addome, a forma di ellisse con i vertici in corrispondenza dei fianchi. La cute eccedente viene eliminata e le fasce muscolari riposizionate efficacemente. La sutura lascia una sottile cicatrice orizzontale che può essere facilmente coperta.

DOPO LA CHIRURGIA

Dopo un programma di rimodellamento completo come il body lift, è necessario attenersi scrupolosamente alle indicazioni del chirurgo, per favorire una corretta guarigione, con esiti cicatriziali minimi. Le fasciature e i punti vengono rimossi dopo una settimana e sostituiti da un bendaggio compressivo e protettivo. Vanno evitati lavori pesanti e faccende domestiche (una scusa ottima per farsi coccolare un po’!), e non si devono sollevare pesi per un mese circa. Poi le attività si riprendono gradualmente, assaporando giorno per giorno il piacere di riscoprirsi donne!

 

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